Immota manet
di Davide Pravettoni
Il 6 aprile 2009, una scossa di magnitudo 5.9 ha colpito il territorio abruzzese provocando crolli o gravi lesioni alla maggior parte degli edifici del capoluogo e dei paesi limitrofi come Onna, Paganica, Fossa, Navelli. Le vittime furono 308 e circa 1500 i feriti. Nel contesto di una catastrofe di tale portata, un capitolo a parte meriterebbe il crollo della Casa dello Studente, su cui incombono sospetti di dolo o perlomeno di superficialità nella valutazione di uno stabile già lesionato dalle scosse avvenute nelle settimane precedenti, e su cui fu richiesta una perizia pochi giorni prima.

La protezione civile, i vigili del fuoco, la croce rossa e diverse organizzazioni governative e non governative hanno provveduto in breve tempo al soccorso della popolazione, alla messa in sicurezza degli edifici e all’installazione di complessi condominiali antisismici e di moduli abitativi provvisori alla periferia delle città.

A 16 mesi dal sisma, epoca cui è stato eseguito questo reportage, la città de L’Aquila vede riaperte 2 sole vie del centro storico e la piazza del duomo. Il resto del centro è irraggiungibile, così come la maggior parte delle abitazioni in periferia, che risultano incluse nella zona rossa, inaccessibile a causa di un imponente presidio militare. Nonostante gli sforzi compiuti, gli aquilani hanno denunciato uno stallo nei lavori di ricostruzione o di demolizione degli edifici pericolanti, cui consegue la persistente chiusura degli esercizi commerciali che ha annientato una città già gravemente ferita nelle infrastrutture e ha favorito un graduale abbandono del territorio.

Un’atmosfera surreale, priva di rumori, carica di solitudine e di impotenza avvolge le vie deserte del centro cittadino; il suo silenzio costringe a sua volta ad un rispettoso silenzio dinnanzi ai simboli della catastrofe, alle immagini delle vittime, alla dignitosa disperazione dei cittadini. Le chiavi degli aquilani restano lì, appese alle cancellate che limitano l’ingresso alla zona rossa.

Vedi anche:
http://witness.fotoup.net/Numeri/00037/

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